La storia del complesso architettonico della Villa Pucci Boncambi trae le sue origini da un’antica torre colombaia databile fra i secoli XI e XII. Nel corso dei secoli, la torre viene abbellita ed ampliata in più fasi sino a divenire Villa di Campagna per i più nobili casati gentilizi perugini, tra i quali i Ranieri, gli Eugeni ed infine i Pucci Boncambi, fino ad assumere nel Settecento la splendida forma così come si presenta ai giorni nostri.
La Villa, come accadeva per immobili di questo pregio, viene compravenduta fra le famiglie gentilizie più di rilievo all’interno dell’aristocrazia perugina finché nel 1813 viene acquistata dal Conte Rodolfo Pucci Boncambi che le conferisce l’immagine con la quale la possiamo apprezzare oggi.

In alcuni atti del Secondo Dopoguerra, il valore catastale della Villa diminuisce a causa dell’esplosione di una mina piazzata da una guarnigione tedesca, accampata nell’immobile durante l’occupazione nazista.
La famiglia, trasferitasi dopo il conflitto mondiale a Roma, ha soggiornato comunque nella Villa tutte le estati fino alla morte dell’ultimo Conte avvenuta nel 1997.




Da allora la Villa è rimasta in stato di semiabbandono fino al 2015, anno in cui sono iniziati i lavori di restauro e consolidamento la cui progettazione è stata affidata allo Studio Tecnico del Geometra Marco Mezzasoma di Perugia a cui hanno collaborato il Geometra Michele Aquinardi e, per le strutture, gli Ingegneri Mirco Vitali e Davide Pasqualoni.
Le opere, di notevole portata, sono state volute da Giuseppe Malizia, storico e importantissimo imprenditore di Bastia Umbra.
Attualmente il complesso edilizio è stato consolidato strutturalmente e finito esteriormente con tecniche e materiali rispettosi delle emergenze storico-architettonico.